Attraverso
la fragilità, la
precarietà e la deperibilità, nei miei lavori
ricerco l'intrinseca bellezza di cui è permeata la
transitorietà, riconoscendole valore estetico.
Con l'uso di materiali palesemente vulnerabili, attraverso un
linguaggio d'ossidazioni, opacizzazioni, scolorimenti, screpolature,
macchie, incurvature, restringimenti, avvizzimenti, scollamenti, muffe,
graffi, scheggiature, ammaccature, sfregi, tacche, sbucciature e altre
forme di deterioramento, nel realizzare oggetti stremati, disidratati,
sul punto di smaterializzarsi, rimando ai meccanismi e alle dinamiche
più delicate dell'esistenza in aperto contrasto col mondo
circostante, patinato, plastificato, che ha assunto a modello
l'apparenza ostentatamente esteticizzante, incapace, anche solo di
ipotizzare, che tutte le cose sono temporanee e la tendenza verso il
nulla è inesorabile e universale. Noi non sappiamo se
ciò sia un atto d'evoluzione o di regressione dal nulla o
verso il nulla, e se il nulla sia uno spazio vuoto o d'infinite
possibilità. Ciò probabilmente non ha alcuna
importanza, conta l'esserci per cogliere la bellezza dell'evento
dinamico capace di modificare lo stato di consapevolezza in un momento
di poesia.
Ignazio
Fresu
Ignazio Fresu explains himself
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